Il Cinema Ritrovato

Il Cinema Ritrovato (8)

A Natale 2018 in visione per i più piccoli
La Strega Rossella e Bastoncino--A DICEMBRE

La Strega Rossella e Bastoncino--A DICEMBRE

LA STREGA ROSSELLA (Room on the Broom, GB/2012)
Regia: Jan Lachauer, Max Lang. Soggetto: dall’omonimo libro scritto da Julia Donaldson e illustrato da Axel Scheffler (2001). Adattamento: Julia Donaldson, Max Lang. Animazione: Studio Soi. Musiche: René Aubry. Montaggio: Robin Sales. Produzione: Michael Rose, Martin Pope per Orange Eyes. Durata: 26’


BASTONCINO (Stick Man, GB/2015)
Regia: Jeroen Jaspaert. Co-regia: Daniel Snaddon. Soggetto: dall’omonimo libro scritto da Julia Donaldson e illustrato da Axel Scheff. Produzione: Michael Rose, Martin Pope per Orange Eyes. Durata: 26’



Una strega dall’animo gentile pronta a condividere la sua scopa volante con un gruppo di amici animali. Un rametto coraggioso disposto a tutto pur di tornare dalla sua famiglia per festeggiare il Natale. Sono i simpatici protagonisti di La strega Rossella e Bastoncino, due gioielli dell’animazione contemporanea tratti, come già Il Gruffalò e Gruffalò e la sua piccolina, dai popolarissimi libri illustrati di Julia Donaldson e Axel Scheffler. Due piccoli capolavori che mescolano avventura, buoni sentimenti e divertimento e che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti (il primo è stato anche candidato all’Oscar). Presentiamo i due film in edizione italiana.

 

 

Fonte: ilcinemaritrovato.it

 

Jules e Jim--A MARZO

Jules e Jim--A MARZO

(Jules et Jim, Francia/1961) di François Truffaut

Soggetto: dall'omonimo romanzo di Henri-Pierre Roché. Sceneggiatura: François Truffaut, Jean Gruault. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Claudine Bouché. Scenografia e costumi: Fred Capel. Musica: Georges Delerue, Boris Bassiak. Interpreti e personaggi: Jeanne Moreau (Catherine), Oskar Werner (Jules), Henri Serre (Jim), Marie Dubois (Thérèse), Vanna Urbino (Gilberte), Boris Bassiak (Albert), Sabine Haudepin (Sabine), Danielle Bassiak (compagna di Albert), Anny Nelsen (Lucie), Bernard Largemains (Merlin). Produzione: Marcel Bebert per Les Films du Carrosse/SEDIF. Durata: 110'.

 

La dolce vita secondo Truffaut. Nella Parigi bohémienne negli anni Dieci, due uomini e una donna provano ad amarsi oltre le regole, attraverso il tempo, la guerra, matrimoni e amanti, accensioni e delusioni: Jeanne Moreau con i suoi travestimenti, il suo broncio altero, la sua voce magica percorre tutti i tourbillons de la vie, ma alla fine è lei a non saper accettare la resa. "Abbiamo giocato con le sorgenti della vita, e abbiamo perso". Appunto il film definitivo sul perdere, sul perdersi. Capolavoro d'utopia dolcemente amorale, infinitamente replicato in tanti film à la manière de.

 

 

Fonte: ilcinemaritrovato.it

 

Ladri di biciclette--A FEBBRAIO

Ladri di biciclette--A FEBBRAIO

(Italia/1948) di Vittorio De Sica

Soggetto: Cesare Zavattini dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini. Sceneggiatura: Oreste Bianconi, Cesare Zavattini, Suso Cecchi D’Amico, Adolfo Franci, Gherardo Gherardi, Vittorio De Sica, Gerardo Guerrieri. Fotografia: Carlo Muontori. Montaggio: Eraldo Da Roma. Scenografia: Antonino Traverso. Musica: Alessandro Cicognini. Interpreti: Lamberto Maggiorani (Antonio Ricci), Enzo Stajola (Bruno Ricci), Lianella Carell (Maria Ricci), Elena Altieri (la patronessa), Gino Saltamerenda (Baiocco), Vittorio Antonucci (il ladro), Giulio Chiari (attacchino), Michele Sakara (il segretario alla beneficenza), Fausto Guerzoni (filodrammatico), Carlo Jachino (il mendicante). Produzione: Produzioni De Sica. Durata: 88’.

Restaurato nel 2018 da Cineteca di Bologna, Compass Film e Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con Arthur Cohn, Euro Immobilfin e Artédis presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata

 

"Perché pescare avventure straordinarie quando ciò che passa sotto i nostri occhi e che succede ai più sprovveduti di noi è così pieno di una reale angoscia?" (Vittorio De Sica). Da divo brillante della commedia anni Trenta, De Sica si trasforma in maestro del cinema, tra i massimi protagonisti del neorealismo italiano. Ladri di biciclette è uno dei capolavori realizzati in coppia con Zavattini. Il quadro di miseria dell'Italia del dopoguerra è condensato magistralmente nella storia di un attacchino cui viene rubata la bicicletta, unico mezzo di sostentamento per sé e la famiglia. André Bazin lo definì "il centro ideale attorno al quale orbitano le opere degli altri grandi registi del neorealismo". Oscar per il miglior film straniero.

 

 

Fonte: ilcinemaritrovato.it

 

Gli uccelli--A GENNAIO

Gli uccelli--A GENNAIO

(The Birds, USA/1960) di Alfred Hitchcock

 

Sceneggiatura: Evan Hunter, dal romanzo di Daphne du Maurier. Fotografia: Robert Burks. Montaggio: George Tomasini. Musiche: Remi Gassman, Oskar Sala, Bernard Herrmann. Scenografia: Robert Boyle. Interpreti e personaggi: Tippi Hedren (Melanie Daniels), Rod Taylor (Mitch Brenner), Jessica Tandy (Lydia Brenner), Suzanne Pleshette (Annie Hayworth),Veronica Cartwright (Cathy Brenner), Ethel Griffies (Mrs Bundy), Charles McGraw (Sebastian Sholes). Produzione: Alfred Hitchcock per Universal Pictures. Durata: 119

 

Se si hanno occhi per vedere, orecchie per ascoltare e un cuore per sentire, Gli uccelli è un film magnifico. Di una bellezza ammaliante che, secondo il procedimento caro a Hitchcock da La finestra sul cortile e messo a punto con Vertigo, ci trascina lentamente, dolcemente, ma irresistibilmente, dalla dimensione del quotidiano verso i territori lontani del fantastico. È un film musicale. Inizia con un andante piacevole, grazioso, seducente, che con una minima modulazione, diventa poco a poco grave, strano, angosciante. Poi improvvisamente esplode un allegro vivace, vorace, rapace, che a sua volta si appesantisce, assumendo risonanze terrificanti. Infine, si conclude con una corona tra le più minacciose che si possano immaginare. [...] Questo film – il più compiuto, il più meditato, il più profondo di Hitchcock, insieme a Psycho – è l’austera riflessione di un uomo che si interroga sui rapporti tra l’umanità e il mondo. Rapporti considerati da tutte le possibili angolazioni, tanto quella metafisica, occulta, filosofica, scientifica, psicanalitica (in questo film la psicanalisi è fondamentale) quanto semplicemente quella naturale. Riflessione pessimista, apocalittica. È la più grave accusa contro la nostra società materialista, alla quale non accorda che poche speranze prima della catastrofe.
(Jean Douchet)

 

 

 

Fonte: ilcinemaritrovato.it

 

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