16 martedì

16 martedì (2)

21.00
Tutti i soldi del mondo

Tutti i soldi del mondo

REGIA Ridley Scott NAZIONE: USA GENERE: Drammatico, Thriller DURATA: 132 Min

CAST: Mark Wahlberg, Christopher Plummer, Michelle Williams, Charlie Plummer, Timothy Hutton, Romain Duris, Marco Leonardi, Charlie Shotwell, Giulio Base, Andrea Piedimonte, Ilir Jacellari, Mario Opinato, Roy McCrerey

 

TRAMA: Dal regista Ridley Scott, Tutti i soldi del mondo è l'adrenalinica ricostruzione di un fatto di cronaca realmente accaduto e divenuto un caso mediatico internazionale: il rapimento di Paul Getty III. Nell'estate del 1973, il nipote sedicenne del magnate del petrolio Jean Paul Getty (Christopher Plummer) viene rapito da una banda di uomini mascherati mentre si aggira per i vicoli di Roma. Nonostante le pressioni della madre Gail Harris (Michelle Williams), il facoltoso industriale del petrolio, noto per essere l'uomo più ricco e al tempo stesso più avido del mondo, rifiuta di pagare l'esorbitante richiesta di riscatto che ammonta a 17 milioni di dollari. Il rapimento del nipote preferito, infatti, non è per lui ragione sufficientemente valida per rinunciare a parte delle sue fortune, tanto da costringere la madre del ragazzo e l’uomo della sicurezza Fletcher Chace (Mark Wahlberg), incaricato di intavolare una trattativa con i malviventi, a una sfrenata corsa contro il tempo per raccogliere i soldi, pagare il riscatto e riabbracciare finalmente il giovane Paul.
Intanto la notizia del rapimento travalica i confini della penisola e fa il giro del mondo. Folle di curiosi e giornalisti stazionano giorno e notte davanti all'abitazione dei Getty. Ma i mesi passano e l'ostinazione del ricco capofamiglia, deciso a scoraggiare ulteriori azioni di questo tipo, rischia di rivelarsi fatale per lo spaurito rampollo nelle mani dei rapitori senza scrupoli. La vicenda pubblica e privata sconvolge il mondo intero, rivelando un'incredibile verità: che si può amare di più il denaro che la propria famiglia. Una storia mai raccontata prima sul grande schermo.

Ridley Scott ricordava quel tragico episodio accaduto negli anni 70 e non aveva mai pensato di farne un film, ma la lettura dello script firmato dallo sceneggiatore David Scarpa, basato sul libro Painfully Rich: The Outrageous Fortune and Misfortunes of the Heirs of J. Paul Getty di John Pearson, è stata per lui illuminante. Quella sceneggiatura "l'ho consumata, è una storia molto suggestiva e il personaggio della madre è eccezionale", ha dichiarato Scott che ritiene il lavoro di Scarpa più vicino a una pièce teatrale che a un film.

PANORAMICA SUL FILM:

Tutti i soldi del mondo non è un film biografico. La storia si concentra sul rapimento a Roma nel luglio del 1973 del sedicenne Paul Getty III da parte dell'Ndrangheta. Il fine dei rapitori era quello di ottenere un riscatto di 17 milioni di dollari dal nonno, il magnate del petrolio Paul Getty considerato allora l'uomo più ricco del mondo. Le riprese sono iniziate nella capitale italiana nel maggio del 2017 e hanno coinvolto, tra le varie location, il Palazzo dei Congressi all'Eur e Piazza Navona che per l'occasione è stata chiusa e riportata agli anni 70 dal lavoro degli scenografi, tra cui Cristina Onori.

Per il ruolo di Gail Harris, la madre di Paul Getty III, era stata inizialmente avvicinata Natalie Portman prima della conferma che a interpretarla sarebbe stata Michelle Williams, mentre l'ex agente della CIA e business manager per Getty senior ha il volto di Mark Wahlberg. Essendo stato girato in gran parte in Italia, il direttore del casting di Tutti i soldi del mondo ha potuto contare anche su attori italiani che non hanno esitato a recitare in ruoli minori, come Marco Leonardi, Francesca Inaudi, Giulio Base, Maurizio Lombardi e Olivia Magnani. Anche il francese Romain Duris figura tra gli interpreti in secondo piano.

C'è poi la dolorosa questione legata a Kevin Spacey che, con un pesante make-up per invecchiarlo, ha recitato nel ruolo del patriarca John Paul Getty. Una dolorosa questione a livello umano per questo artista straordinario, il quale purtroppo era incline a molestare sessualmente uomini più giovani, e dolorosa a livello artistico per la decisione presa da Ridley Scott di escluderlo dal Tutti i soldi del mondo. Nonostante il film fosse già finito anche al montaggio, il regista ha seguito le orme di Netflix, che ha licenziato Spacey dalla serie House of Cards, e ha convinto i produttori del film a sostituirlo con un altro attore. A tempo di record, e grazie alla velocità resa possibile dall'era digitale, le scene con Spacey sono state rigirate da Christopher Plummer che era sempre stato la prima scelta di Scott vista la vicinanza anagrafica con il personaggio.

FRASI CELEBRI:

Dal nuovo trailer italiano:

Gail Harris (Michelle Williams): Lei gira con la pistola, signor Chase?
Fletcher Chase (Mark Wahlberg): Non le amo, rovinano le giacche

Fletcher Chase: Deve pagare il riscatto, signor Getty
J. Paul Getty (Christopher Plummer): Non pagherò, non ho denaro da buttare
Fletcher Chase: Nessuno è mai stato più ricco di lei, quanto ne vuole ancora per sentirsi al sicuro?
J. Paul Getty: Di più!

Fletcher Chase: Lei è protetto da ogni minaccia, a meno che la minaccia...non arrivi da me!

Fletcher Chase: Dobbiamo essere disposti a mollare
Gail Harris: È mio figlio, non posso mollare!

Dal primo trailer italiano:

John Paul Getty III (Charlie Plummer): Essere un Getty è una cosa straordinaria. Mio nonno non era soltanto l'uomo più ricco del mondo...era l'uomo più ricco della storia del mondo. Noi assomigliamo a voi, ma non siamo come voi, è come se fossimo di un altro pianeta, dove la forza di gravità è talmente forte da piegare la luce...e anche le persone

Cinquanta (Romain Duris): Signora Getty, abbiamo vostro figlio
Gail Harris: Che cos'è, uno scherzo?
Cinquanta: 17 milioni di dollari...per liberarlo
Gail Harris: Io non ce li ho quei soldi!
Cinquanta: Allora li chieda a suo suocero, lui ha tutti i soldi del mondo!

Gail Harris: Mi batto contro un impero!
Giornalista: Signor Getty, se non vuole pagare 17 milioni di dollari, quanto sarebbe disposto a pagare?
J. Paul Getty: Niente

 

Fonte: coming soon

 

19.15 in lingua originale, sottotitoli i IT
Morto Stalin, se ne fa un altro

Morto Stalin, se ne fa un altro

REGIA Armando Iannucci NAZIONE: Gran Bretagna, Francia GENERE: Biografico, Commedia, Drammatico, Storico DURATA: 106 Min

CAST: Steve Buscemi, Michael Palin, Jeffrey Tambor, Jason Isaacs, Simon Russell Beale, Olga Kurylenko

 

TRAMA: Nella notte del 2 marzo 1953, c'è un uomo che sta morendo. Non si tratta di un uomo qualunque: è un tiranno, un sadico, un dittatore. E' Joseph Stalin, il Segretario Generale dell'Unione Sovietica (che forse in questo momento si sta pentendo di aver fatto rinchiudere nei Gulag tutti i medici più capaci...). E' lì lì, non ne avrà ancora per molto, sta per tirare le cuoia... e se ti giochi bene le tue carte, il suo successore potresti essere tu!

Il film è una commedia nera, una satira sul potere e il totalitarismo con un formidabile cast internazionale: Steve Buscemi è il pragmatico Khrushchev; Michael Palin il fedelissimo Molotov; Jeffrey Tambor interpreta il confusionario vice di Stalin, Malenkov; Jason Isaacs l’implacabile generale Zhukov; Simon Russell Beale è il mefistofelico capo dei servizi segreti Beria e Olga Kurylenko la pianista dissidente Maria Yudina.

PANORAMICA SUL FILM:

Il film è ispirato alla graphic novel realizzata dallo scrittore di fumetti Fabien Nury e dal vignettista Thierry Robin, "La Morte di Stalin", edito in Italia da Mondadori. I due artisti francesi hanno voluto raccontare gli eventi verificatisi durante e dopo la morte di Stalin, partendo dall'ictus che colpì dal dittatore il 28 febbraio 1953. La loro non è una cronaca storica, ma eventi realmente accaduti legati a libertà espressive, che mettono in luce gli intrighi e le ingiustizie celati in modo più o meno trasparente sotto il regime staliniano. Nury non è nuovo ad adattamenti di fatti storici in chiave fumettistica, infatti negli anni precedenti aveva dedicato alcune novel alla Seconda guerra mondiale. Thierry, invece, aveva già in programma di illustrare qualcosa che interessasse il “signore dell'URSS” e già nel 2008 aveva disegnato delle tavole per una biografia fumettistica, che, però, non è riuscito a portare a termine, ma di cui si possono apprezzare le bozze nell'appendice finale di “La Morte di Stalin”. La graphic novel è divisa in due volumi: il primo, "Agonia", presenta poche inquadrature ampie e un'atmosfera di chiaroscuri, che rimanda all'espressionismo tedesco; il secondo, "I Funerali”, invece, è ricco di campi lunghi e medi, con tonalità contrastanti tra il rosso e il bianco. La stessa figura di Stalin subisce un mutamento nei due episodi, da corpo esanime e abominevole da nascondere a vessillo da mostrare fieramente.

Leggendo "La Morte di Stalin", a metà tra un giallo e un thriller, si respira l'humour più nero, denso di caricature grottesche e dialoghi vivaci, in cui il despota russo è il protagonista assente; questo clima ha talmente affascinato i produttori francesi Yann Zenou e Laurent Zeitoun, convincendoli a comprare i diritti della graphic novel per farne un film. A comando di questa impresa hanno voluto un regista avvezzo nel trattare la politica in modo satirico, l'italo-scozzese Armando Iannucci, autore della serie TV The Thick of It e Veep, entrambe satiric comedy in stile cinéma-vérité sul tema della politica anglo-americana. La proposta sembrava fare proprio al caso di Iannucci, che, dopo aver girato Veep, era alla ricerca di un progetto che gli permettesse di raccontare la storia di una dittatura. Per trattare il totalitarismo brutale di Stalin con la comicità dell'assurdo, rimanendo così fedele al comic, il director ha deciso di sviluppare la storia come se fosse una tragi-commedia, sdrammatizzando con estrema naturalezza i momenti più spietati. L'effetto che si vuole ottenere è proprio quello di divertire e "snervare lo spettatore", mediante scene paradossali tra serio e comico. Morto Stalin, se ne fa un altro diventa così una black comedy che mostra ironicamente le difficoltà nella gestione di un enorme apparato come la Russia staliniana.

 

Fonte: coming soon

 

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