12 lunedì

12 lunedì (3)

19.15 - 21.30
Notti Magiche

Notti Magiche

REGIA: Paolo Virzì   GENERE: Italia   PAESE: Commedia, Drammatico   DURATA: 125 Min
ATTORI: Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Roberto Herlitzka, Marina Rocco, Paolo Sassanelli, Eugenio Marinelli, Emanuele Salce, Andrea Roncato, Giulio Berruti, Ferruccio Soleri, Paolo Bonacelli, Ludovica Modugno, Giulio Scarpati, Simona Marchini, Ornella Muti, Giancarlo Giannini, Fabrizio Berruti

TRAMA:

Campionati del Mondo di Calcio Italia '90: la notte in cui la Nazionale viene eliminata ai rigori dall'Argentina, un noto produttore cinematografico viene trovato morto nelle acque del Tevere. I principali sospettati dell’omicidio sono tre giovani aspiranti sceneggiatori, chiamati a ripercorrere la loro versione al Comando dei Carabinieri.

Notti Magiche, il film di Paolo Virzì, è il racconto della loro avventura trepidante nello splendore e nelle miserie dell'ultima stagione gloriosa del Cinema Italiano.

 

PANORAMICA:

Notti magiche non è solamente il titolo del nuovo film di Paolo Virzì, ma anche di un documentario che ripercorre le tappe più interessanti dei campionati mondiali di calcio del 1990, disputati in Italia dall'8 giugno all'8 luglio. Diretto da Mario Morra, il film narrava, ovviamente, anche la semifinale Italia-Argentina, che si concluse con la vittoria della seconda e che, nel Notti Magiche del regista toscano, fa da sfondo alle vicende dei tre protagonisti.

Le parole "notti magiche" aprono anche il ritornello della canzone "Estate italiana" composta da Giorgio Moroder proprio in occasione della Coppa del mondo del 90 ed eseguita da Edoardo Bennato e Gianna Nannini.
Il regista de Il capitale umano ha voluto il brano nella sua storia per il grande schermo, una storia che mescola i registri, essendo nello stesso tempo una commedia e un noir e abbracciando la nostalgia.
Nostalgia di cosa? Di una Roma diversa, innanzitutto, maestosa, affascinante ed enigmatica, una città "raccontata con gli occhi di chi la scopre" (e qui c'è qualcosa di autobiografico) e nella quale abitavano o si incontravano, oltre alle starlette di dubbio talento, tutte le grandi stelle del nostro cinema, un cinema potente e meraviglioso, una fabbrica dei sogni che proprio allora iniziava lentamente il proprio crepuscolo. C'è dunque ammirazione ma anche disincanto in un'opera sentita fortemente non solo da Virzì, ma anche dagli altri sceneggiatori Francesca Archibugi e Francesco Piccolo. La prima ha collaborato con il regista anche per Ella & John e la pazza gioia, mentre il secondo ha scritto i copioni di My Name is Tanino, La prima cosa bella, Il capitale umano e di Ella & John.

Che la settima arte sia al centro di Notti magiche lo dimostra anche il fatto che il cadavere che rende il film un thriller appartiene a un produttore, e che i protagonisti sono aspiranti sceneggiatori. Il film altro non è se non il resoconto, al Comando dei Carabinieri, del loro "viaggio sentimentale ed ironico nello splendore e nelle miserie" di una temperie culturale affascinante e indimenticabile.

Nel cast del film Notti magiche ci sono volti noti e meno noti. Roberto Herlitzka, Giancarlo Giannini, Ornella Muti, Paolo Bonacelli, Marina Rocco, Giulio Scarpati, Regina Orioli, Tea Falco e Simona Marchini hanno parti secondarie, mentre a ricoprire i ruoli principali sono Mauro Lamantia, Giovanni Toscano e Irene Vetere.
Se il primo ha lavorato in Ti si legge in faccia di Andrea Castoldi la terza in Zeta e Arrivano i prof., il secondo non aveva mai recitato prima in un film, cosa che ha intrigato Paolo Virzì, che è abituato a dirigere esordienti e che ha lanciato "ragazzi" come Corrado Fortuna, Edoardo Gabbriellini e Matilde Gioli.
Era da tempo che il regista desiderava narrare la disavventura di Antonio, messinese colto e ingenuo, di Luciano, piombinese proletario, e della romana di estrazione borghese Eugenia, che si incontrano per la prima volta alla cerimonia del Premio Solinas. Il film è una celebrazione della loro gioventù palpitante resa "elettrica" dagli ormoni. Gli altri temi esplorati sono i conflitti fra vecchi e giovani e la lotta fra i sessi, mentre sullo sfondo si avvertono echi felliniani o di classici di Ettore Scola come C'eravamo tanto amati. Al cinema dall'8 novembre 2018 distribuito da 01 Distribution, Notti magiche è stato scelto fra i titoli della Festa del Cinema di Roma 2018. Il film ha un poster diverso da tanti che se ne vedono e più bello, forse perché lo ha disegnato lo stesso Virzì.


CURIOSITA':

Presentato in anteprima come evento speciale alla Festa del Cinema di Roma 2018.

Fonte: coming soon

 

21.30
Euforia

Euforia

REGIA: Valeria Golino   GENERE: Drammatico   PAESE: Italia   DURATA: 115 Min
ATTORI: Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Valentina Cervi, Jasmine Trinca, Andrea Germani, Marzia Ubaldi

TRAMA:

Dopo Miele, Valeria Golino torna dietro la macchina da presa per girare Euforia.
Il titolo è stato scelto dalla Golino in riferimento a quella sensazione tanto potente quando pericolosa che coglie i subacquei quando si trovano a grandi profondità: si sentono pienamente liberi e felici. In realtà, è un campanello di allarme: indica il momento in cui devono risalire immediatamente, prima che sia troppo tardi e rimangano persi per sempre nelle profondità del mare.
Ma i due protagonisti del film ignorano questo segnale e, in qualche modo, decidono di perdersi. Matteo (Riccardo Scamarcio) è un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Osserva il mondo dall'alto del suo attico e dalla sicurezza del suo narcisismo. A lui interessa solo distrarsi, in ogni modo: denaro, droga, sesso, culto del proprio corpo.
Suo fratello Ettore (Valerio Mastandrea) vive ancora nella piccola città di provincia dove entrambi sono nati e insegna alle scuole medie. È un uomo cauto, integro, che per paura di sbagliare si è sempre tenuto un passo indietro, nell'ombra, e ha nascosto i suoi fallimenti personali e la sua insoddisfazione dietro una maschera di disillusione e sarcasmo. In realtà, si comporta così perché non ha il coraggio di affrontare la vita per ciò che è. Due persone all'apparenza lontanissime, che la vita costringerà a riavvicinarsi.
Nel momento in cui Matteo scopre che il fratello è malato, decide di tenerlo all'oscuro della verità. Ettore, d'altra parte, crede al fratello e si abbandona completamente a lui, facendosi influenzare dalla sua superbia: piano piano si convince di poter controllare e vincere ogni cosa. Ma è solo un'illusione: non c'è via di scampo da quelli che sono limiti umani, come la caducità, la fragilità e lo scorrere inesorabile del tempo. Questa situazione difficile diventa per i due fratelli un'occasione per conoscersi e scoprirsi, in un vortice di fragilità e tenerezza, paura ed euforia.

 

Fonte: coming soon

 

19.15
Il settimo sigillo

Il settimo sigillo

(Det sjunde inseglet, Svezia/1957) di Ingmar Bergman

Soggetto: dal dramma Trämålning di Ingmar Bergman. Sceneggiatura: Ingmar Bergman. Fotografia: Gunnar Fischer. Montaggio: Lennart Wallén. Scenografia.: P.A. Lundgren. Musica: Erik Nordgren. Interpreti: Max von Sydow (Antonius Block), Gunnar Björnstrand (Jöns), Bengt Ekerot (la Morte), Nils Poppe (Jof), Bibi Andersson (Mia), Åke Fridell (Plog), Inga Gill (Lisa), Erik Strandmark (Jonas Skat), Bertil Anderberg (Raval), Inga Landgré (Karin), Gunnar Olsson (Albertus Pictor). Produzione: Allan Ekelund per AB Svensk Filmindustri. Durata: 96'
Digitalizzato nel 2018 in 4K da Svenska Filminstitutet a partire da il negativo camera originale 35mm.

 

"Da bambino mi capitava talvolta di seguire mio padre nei suoi spostamenti quando doveva officiare messa nelle piccole chiese di campagna dei dintorni di Stoccolma. [...] Mentre mio padre parlava dal pulpito, e i fedeli pregavano, cantavano o ascoltavano, io concentravo la mia attenzione sul mondo segreto della chiesa, costituito da volte basse, mura spesse, profumo di eternità, luce solare che tremava sulla strana  vegetazione dei dipinti medioevali e sulle figure scolpite sul soffitto e sulle mura. C'era tutto ciò che la fantasia può desiderare: angeli, santi, dragoni, profeti, demoni, bambini. C'erano animali estremamente spaventosi: i serpenti del Paradiso, l'asino di Balaam, la balena di Jonas, l'aquila dell'apocalisse... In un bosco, la Morte era seduta e giocava a scacchi con un cavaliere... una creatura dagli occhi spalancati si attaccava ad un albero mentre in basso la Morte si accingeva a segare l'albero. Sulle colline in lieve pendenza la Morte conduceva la danza finale verso il paese delle tenebre". Come dimostrano queste parole di Bergman, l'evocazione visionaria del XIV secolo racchiusa nel Settimo sigillo ha origini remote che affondano nelle fantasie dell'infanzia. Il Medioevo di Bergman è una dimensione dove proiettare fantasmi e angosce che assediano l'individuo nel profondo. (Roberto Chiesi)

 

 

 

Fonte: ilcinemaritrovato.it

 

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