Giorno della Memoria

Shoah – Giorno della memoria

 

Uno dei compiti più importanti degli insegnanti è quello di trasferire ai giovani nuovi e positivi valori, attingendo da quegli avvenimenti del passato (più o meno recente) che hanno segnato e rivoluzionato la nostra storia. Ecco allora che la “memoria” diventa momento di riflessione ed analisi del quotidiano etico/socio/politico finalizzato ad una profonda presa di coscienza dei mutamenti ancora in atto, per vivere il nostro tempo in modo responsabile e critico. Tra le vicende del passato, emblematica è la Shoah, giornata della memoria, per non dimenticare l’Olocausto commesso dai nazisti durante la seconda guerra Mondiale nei confronti degli ebrei, ma anche per ricordare tutte le altre vittime dei lager nazisti, inclusi disabili, prigionieri politici, rom e omosessuali.
I film proposti ai ragazzi per questa occasione, sono la prova di come il cinema abbia svolto un immenso ruolo nella diffusione di un tema così scottante e atroce. I docenti possono quindi trovare, proprio nel cinema, un prezioso alleato per affrontare al meglio questo complesso passo storico. Al di là di una sterile commemorazione il 27 gennaio, l’obiettivo è mantenere costantemente vivo il “ricordo” per evitare che tali crudeltà possano ripetersi in futuro, visto anche il clima di intolleranza e violenza che sempre più diffusamente penetra e condiziona la vita dei popoli. Per i giovani, conoscere la Shoah anche attraverso il cinema, costituisce un momento di sicuro impatto emotivo, probabilmente forte e duro, ma assolutamente necessario. La Giornata della Memoria non serve solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. E’ utile a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Per gli insegnanti quindi, costituisce un valido punto di partenza per stimolare gli studenti alla riflessione su analogie e diversità, nell’ottica di formare cittadini consapevoli e responsabili. Per concludere: “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”, diceva giustamente lo scrittore cileno Luis Sepúlveda.

 

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